TEMPO DI QUARESIMA

Pubblicato il da Eremo Santa Croce

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Il cammino della Quaresima per un cristiano è importante

come la primavera per la natura,

perché è la primavera dello spirito.

E’ il momento in cui rinasce, riprende il cammino verso la santità.

Noi siamo convinti che come cristiani

non possiamo ridurre la nostra risposta ai doni di Dio

soltanto a qualche gesto di cortesia

o a qualche elemento funzionale alla buona educazione.

Noi siamo coinvolti da Dio nel suo grande disegno di salvezza per l’umanità: dare all’uomo la speranza che tante volte tradisce,

ridare alla gente un’apertura verso il trascendente, verso di Lui,

e allo stesso tempo riscoprire il Vangelo come percorso

che ci aiuta ad incontrare Dio nelle persone

e le persone dentro le loro fatiche, le loro gioie, le loro speranze...

 Il Papa propone l’esempio negativo che ci viene da un episodio del Vangelo, quello del Buon Samaritano che viene lasciato mezzo morto sulla strada

da gente che va dritta, consapevole di essere stata al servizio del Tempio senza accorgersi, però, che questo Tempio

è allargato a tutti i poveri che incontra.

Ciò per dire che questa anestesia spirituale colpisce tutti:

colpisce gli uomini di Chiesa,

colpisce chiunque si rinchiuda nel suo egoismo.

Esige e sollecita, quindi – dice il Papa –

la consapevolezza di avere una responsabilità verso gli altri.

A me pare che questo sia importante.

E c’è un altro accenno che vale la pena di sottolineare,

che non è soltanto l’attenzione all’altro perché ha bisogno,

perché bisogna essere generosi:

c’è anche una solidarietà nel cogliere che siamo chiamati a fare il bene,

quindi nel vedere anche i comportamenti

e vedere se questi comportamenti sono impostati sul Vangelo

o se invece sono impostati su qualcos’altro.

E’ un atteggiamento difficile,

ma ricordarci a vicenda che dobbiamo puntare più in alto

è un’opera quaresimale eccezionale.
 Il Papa non ci chiede di fare i moralizzatori, di puntare il dito,
  

 ma dice che la nostra esperienza cristiana
– se vuole essere fedele al Vangelo e quindi anche all’uomo –
dev’essere capace anche di alzare il livello della nostra prospettiva,
della prospettiva di tutti.
Cioè, deve vedere che dentro ai mali del mondo c’è un’assenza di Dio
e che questa va sottolineata.
Non si giudica
ma si coglie la strada che occorre seguire per cambiare.

 

 Io vi auguro di incominciare decisi questa Quaresima,

di non stare a voltarvi indietro

e di prendere tutti i giorni il Vangelo  

come l’ispirazione fondamentale della giornata.
   

                                        (Mons. Sigalini,vescovo di Palestrina)

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